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L'ABI può nominare gli arbitri in una controversia con la banca: questione di fiducia o di corretta interpretazione delle norme?

Marina Spiotta

Secondo la Cassazione attribuire il potere di nominare gli arbitri al Presidente dell’ABI non comporta la nullità della clausola compromissoria nonostante l’appartenenza della resistente alla medesima Associazione rappresentata dal soggetto cui è affidata la designazione.

A tale conclusione la Corte perviene escludendo: a) l’estensione all’arbitrato di diritto comune della disciplina speciale dettata per l’arbitrato societario e b) un'alterazione della posizione di parità dei contendenti (avendo entrambi concordemente provveduto all’individuazione dell’or­gano designatore) riguardo alla nomina degli arbitri, il cui eventuale difetto d’imparzialità potrà essere fatto valere, ove concretamente prospettabile, soltanto mediante la proposizione dell’i­stanza di ricusazione.

Nel commento, dopo aver ripreso ed analizzato i passaggi salienti della motivazione, si accennerà ai criteri direttivi in tema di arbitrato dettati dalla legge 26 novembre 2021, n. 206, recante la delega al Governo per la riforma del processo civile, cercando di leggere l’ordinanza in controluce rispetto alle novità e di fissare un primo caposaldo.

 

The ABI can appoint arbitrators in a dispute with the bank: a question of trust or correct interpretation of the rules?

According to the Supreme Court, the power to appoint arbitrators can be attributed to the President of ABI. This power does not entail the nullity of the arbitration clause despite the fact that the defendant belongs to the same Association represented by the person entrusted with the designation.

The Court reaches this conclusion by excluding: a) the extension of the special discipline dictated for arbitrato societario to arbitrato di diritto comune and b) an alteration of the equality position of the litigants (having both unanimously identified the designator) regarding the appointment of arbitrators. The lack of impartiality of the arbitrators can be asserted, where concretely foreseeable, only through the proposition of the request for recusal.

In the comment, after having resumed and analyzed the salient passages of the motivation, reference will be made to the directive criteria in terms of arbitration dictated by the law of 26 november 2021, n. 206 containing the delegation for the reform of the civil process, trying to read the order against the light of the news and to establish a first cornerstone.

Keywords: Arbitral jurisdiction, Extraneity of the designator, Inapplicability to arbitrato di diritto comune, Consequences.

PROVVEDIMENTO: Per individuare la natura dell’arbitrato non può ritenersi decisiva la mancanza di un espresso richiamo alle formalità previste per il deposito del lodo, dovendosi tener conto delle maggiori garanzie offerte dall’arbitrato rituale quanto all’efficacia esecutiva del lodo, al regime delle impugnazioni ed alla possibilità per il giudice di concedere la sospensiva, quali elementi idonei ad orientare l’interprete, nel dubbio, in favore della predetta qualificazione. Dall’impossibilità di estendere all’arbitrato di diritto comune la disciplina speciale dettata per l’arbitrato societario consegue che, al di fuori delle limitate ipotesi in cui si traduca nella violazione del principio secondo cui il meccanismo di designazione degli arbitri deve costituire espressione della volontà di tutti i contendenti, l’affidamento della nomina ad un terzo non estraneo alle parti non comporta la nullità del compromesso o della clausola compromissoria, restando la posizione di terzietà ed imparzialità degli arbitri garantita dall’operatività dell’istituto della ricusazione, come disciplinato dall’art. 815 c.p.c.  [Omissis] 1. Con l’unico motivo d’impugnazione, la ricorrente denuncia la violazione degli artt. 112 e 819-ter c.p.c., dell’art. 1, comma 3, lett. b), della L. 14 maggio 2005, n. 80, dell’art. 34 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, degli artt. 25 e 111 Cost. e dell’art. 6 CEDU, rilevando che la sentenza impugnata ha omesso di pronunciare in ordine alla nullità della clausola compromissoria, dedotta da essa ricorrente soltanto in comparsa conclusionale, ma rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, in quanto risultante dagli atti. Premesso che l’art. 15 dell’accordo, nell’attribuire alle parti il potere di nominare due dei componenti del collegio arbitrale ed a questi ultimi quello di designare il terzo componente, prevedeva che, in difetto di tali designazioni, la nomina sarebbe stata effettuata dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, su istanza della parte interessata, sostiene che tali modalità di costituzione del collegio risultavano inidonee a garantire l’indi­pendenza e la terzietà degli arbitri, essendo la designazione affidata ad un organo a sua volta privo dei necessari requisiti di [continua ..]

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