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Problemi procedimentali sparsi in materia di arbitrato: spigolando tra il Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte, la mediazione e il processo civile

Roberto Secondo

In questo lodo l’arbitro unico si pronuncia su alcune questioni preliminari di particolare interesse e, segnatamente, sulla disciplina delle preclusioni procedimentali – in rapporto, per un verso, alla fase introduttiva del processo civile ordinario e, per altro verso, alla domanda di mediazione di cui al d.lgs. n. 28/2010 – e sull’applicabilità all’arbitrato dell’art. 614-bis c.p.c.

PAROLE CHIAVE: arbitrato amministrato - decadenza - mediazione - misure di coercizione indiretta

Procedural problems scattered in arbitration: gleaning between the Arbitration Rules of the Piedmont Chamber of Arbitration, the mediation and the civil proceedings

In this award, the sole arbitrator decides upon interesting preliminary issues, namely procedural foreclosures – with reference, on the one hand, to the introductory phase of the ordinary civil proceedings and, on the other hand, to the application for mediation referred to in Legislative Decree 28/2010 – and on the applicability of art. 614-bis of the Italian Code of Civil Procedure.

Lodo Arbitrale Torino, 6 marzo 2017

(Boggio arbitro unico) – Alfa s.a.s. (avv. Benigni) – Tizia (avv. Disegni)

Nell’arbitrato amministrato, salvo che il regolamento arbitrale preveda diversamente, la tardiva comunicazione della comparsa di risposta non comporta l’inammissibilità delle domande riconvenzionali ivi contenute, qualora siano rispettati il diritto di difesa, il principio del contraddittorio ed il principio di semplificazione sotteso al procedimento. (27)

La domanda di risoluzione del contratto di compravendita formulata nel procedimento di mediazione di cui al d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, non preclude ai sensi dell’art. 1492, comma 2, c.c. la successiva proposizione in sede arbitrale della domanda di riduzione del prezzo del bene [continua..]

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COMMENTO

Sommario:

1. Il caso - 2. Decadenze procedimentali nell’arbitrato rapido amministrato dalla Camera Arbitrale del Piemonte: un percorso argomentativo fra disposizioni regolamentari, disciplina codicistica e discrezionalità dell’arbitro - 3. La domanda di mediazione: possibili effetti preclusivi ex art. 1492, comma 2, c.c.? - 4. Art. 614-bis c.p.c. e arbitrato - NOTE


1. Il caso

La vicenda sottesa al lodo in commento – pronunciato all’esito di un “arbitrato rapido” celebrato in conformità al Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte – è un “classico” nel novero delle controversie in materia civile e commerciale. In estrema sintesi, e limitando il discorso ai profili di maggior interesse, Alfa s.a.s. ha venduto a Tizia un ramo d’azienda verso un determinato corrispettivo, che Tizia ha versato solo parzialmente. A seguito di un tentativo di conciliazione promosso da Tizia per ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento di Alfa s.a.s., quest’ultima ha attivato il procedimento arbitrale previsto dalla clausola compromissoria contenuta nell’accordo di cessione, chiedendo all’arbitro unico di accertare e dichiarare sia l’intervenuta risoluzione del contratto per inadempimento dell’acqui­rente all’obbligo di pagare il prezzo pattuito sia il diritto dell’alienante di trattenere a titolo di penale la somma già incassata in conto prezzo, nonché di con­dannare Tizia a restituire il ramo d’azienda e a pagare un somma determinata ai sensi dell’art. 614-bis c.p.c. per ogni giorno di ritardo nella restituzione del ramo medesimo. Con comparsa di risposta tardivamente comunicata, Tizia si è costituita nel procedimento arbitrale, eccependo che la sospensione dei pagamenti sarebbe stata [continua ..]

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2. Decadenze procedimentali nell’arbitrato rapido amministrato dalla Camera Arbitrale del Piemonte: un percorso argomentativo fra disposizioni regolamentari, disciplina codicistica e discrezionalità dell’arbitro

La prima questione, di carattere preliminare, che l’arbitro unico è chiamato a dirimere – e che consente di esaminare alcune disposizioni del Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte (di seguito indicato, per brevità, “Regolamento”) – è se la tardiva comunicazione della comparsa di risposta del convenuto determini per quest’ultimo la decadenza dalla facoltà di proporre domande ed eccezioni riconvenzionali. Il quesito scaturisce dalle domande della convenuta Tizia, la quale – costituendosi nel giudizio arbitrale con comparsa di risposta comunicata oltre i quindici giorni dal ricevimento della domanda di arbitrato previsti dall’art. 22.1 del Regolamento [1] – ha chiesto la riduzione del prezzo del ramo d’azienda in misura superiore al versato e la condanna di Alfa s.a.s. al rimborso di quanto pagato in eccedenza rispetto al dovuto post-riduzione e, in via di subordine, quale eccezione riconvenzionale, quantomeno la riduzione del prezzo stesso in misura sufficiente a determinare il rigetto della domanda avversaria di condanna al pagamento. L’arbitro ha risolto il nodo giuridico attraverso un’argomentazione articolata e, in linea di massima, condivisibile, muovendo dalla considerazione di carattere generale secondo cui il Regolamento ha lo scopo di assicurare una disciplina il più possibile “completa” al procedimento, tendendo a [continua ..]

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3. La domanda di mediazione: possibili effetti preclusivi ex art. 1492, comma 2, c.c.?

Dopo aver disatteso l’eccezione preliminare sopra esaminata, l’arbitro affronta le due ulteriori eccezioni formulate da Alfa s.a.s. con riferimento alle riconvenzionali di riduzione del prezzo dell’azienda proposta da Tizia, che ad avviso dell’attrice sarebbero inammissibili, in quanto nel procedimento conciliativo che aveva preceduto il giudizio arbitrale la convenuta aveva dichiarato l’intenzione di «avvalersi della risoluzione del Contratto» e, con riferimento alla domanda formulata in via principale, anche per intervenuta prescrizione, essendo decorso del termine annuale di cui all’art. 1495 c.c. In relazione alla prima delle due eccezioni predette, il lodo – dopo aver correttamente inquadrato la domanda di riduzione del prezzo nell’alveo dei rimedi manutentivi del contratto, e non di quelli risolutivi [11] – esamina se la dichiarazione contenuta nell’atto con il quale Tizia aveva avviato la procedura conciliativa debba essere parificata alla “domanda giudiziale” di cui all’art. 1492, comma 2, c.c., con ciò integrando una scelta irrevocabile per la risoluzione del contratto. Se la risposta a tale quesito fosse affermativa, allora l’eccezione di Alfa s.a.s. dovrebbe essere accolta e la domanda di riduzione del prezzo formulata da Tizia in sede arbitrale dovrebbe essere dichiarata inammissibile; viceversa, se la risposta fosse negativa, [continua ..]

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4. Art. 614-bis c.p.c. e arbitrato

L’ultima parte del lodo è dedicata all’esame della domanda di Alfa s.a.s. di condanna di Tizia al pagamento di una determinata somma per il caso di ritardo nella restituzione del ramo aziendale, a norma dell’art. 614-bis c.p.c., secondo cui «con il provvedimento di condanna all’adempimento di obblighi diversi dal pagamento di somme di denaro il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell’esecu­zione del provvedimento». Il tema dell’applicabilità o meno dell’art. 614-bis c.p.c. ai procedimenti arbitrali è di grande attualità, posto che la dottrina non è ancora pervenuta ad un orientamento univoco a riguardo, assumendo posizioni assai diverse, peraltro ri­conducibili a tre principali filoni interpretativi [20]. Secondo un primo orientamento, la mancanza in capo all’arbitro del requisito soggettivo della qualifica di “giudice” [21], nonché la natura esecutiva della misura ex art. 614-bis c.p.c. e la mancanza di poteri di imperium degli arbitri [22] porterebbero ad escludere l’applicazione della norma al di fuori del procedimento giurisdizionale. La tesi in parola, tuttavia, non appare [continua ..]

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NOTE

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