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Linee guida per la pubblicazione


La Rivista "Giurisprudenza arbitrale" intende tutelare il diritto alla riservatezza delle parti che devolvono una lite in arbitrato. A tal fine, la pubblicazione di lodi, ordinanze o, più in generale, di provvedimenti arbitrali è soggetta ad un rigoroso controllo di conformità con le istruzioni qui di seguito illustrate.

  1. La Rivista pubblica lodi resi in ambito civile e commerciale in arbitrati domestici o internazionali, anche se in lingua straniera, ad hoc o amministrati, rituali o irrituali; in arbitrato sportivo; in materia di nomi a dominio o tutela della proprietà intellettuale; resi da autorità indipendenti o organismi arbitrali speciali, nonché provvedimenti giudiziari resi in sede di impugnazione di lodi.
  2. Chi intenda proporre un provvedimento arbitrale per la pubblicazione sulla Rivista è invitato a procurarsi il consenso scritto alla pubblicazione da parte di ciascuno degli arbitri e di ciascuna delle parti.

  3. Le manifestazioni di consenso devono essere trasmesse alla redazione unitamente al provvedimento arbitrale; in alternativa, il mittente deve dichiarare nella missiva di accompagnamento, sotto la propria responsabilità, di aver raccolto i consensi richiesti per la pubblicazione ovvero che questi sono stati rilasciati in conformità all’eventuale regolamento arbitrale applicato.

  4. I provvedimenti arbitrali sono generalmente pubblicati in versione integrale, omesse soltanto le parti generalmente superflue (ad es., la menzione delle sottoscrizioni degli arbitri, il quantum delle spese liquidate, etc.). La redazione della Rivista non effettua alcuna attività di riduzione del testo del provvedimento arbitrale ad eccezione della sola ipotesi in cui esigenze di opportunità o di spazio richiedano un contenimento della lunghezza del testo; il mittente è tenuto, ove lo ritenga necessario, ad effettuare eventuali interventi di selezione del testo, mediante inserimento di “omissis”, prima dell’invio alla redazione.

  5. Nella pubblicazione del provvedimento arbitrale viene omessa l’indi­cazione dei nomi delle parti a tutela della riservatezza del procedimento arbitrale. Per contro sono sempre indicati il nome o i nomi dei componenti dell’or­gano arbitrale e il nome degli avvocati, salva esplicita richiesta di anonimato, che deve essere formulata nella comunicazione accompagnatoria del provvedimento arbitrale indirizzato alla redazione. Il mittente deve provvedere, a pro­pria cura, a cancellare i nomi delle parti sul provvedimento arbitrale.

  6. Il mittente è tenuto a specificare, nella missiva accompagnatoria, se il prov­vedimento arbitrale, per quanto a sua conoscenza, è stato o può ancora essere oggetto di impugnazione; nel caso, può anche trasmettere, ai fini della pubblicazione, l’eventuale sentenza resa sul punto.

  7. Nella pubblicazione, il provvedimento arbitrale sarà accompagnato da una o più massime a cura della redazione nonché, a discrezione della redazione, da un commento.

  8. In caso di provvedimenti giudiziari resi in sede di impugnazione di lodi, saranno osservate le consuete regole di pubblicazione.

  9. Provvedimenti arbitrali e giudiziari potranno anche essere pubblicati in breve, per estratto ovvero accompagnati solo dalle massime senza trascrizione della motivazione o con rinvio ad altro luogo ove la motivazione sia già stata pubblicata.

  10. La redazione si riserva, a propria insindacabile discrezione, ogni decisione sulla pubblicazione dei provvedimenti ricevuti.

 


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